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NON TRASFORMIAMO UNA SCELTA PERSONALE IN UNA CONDANNA COLLETTIVA


Smettiamola di raccontare il Sud come una terra da cui scappare.

Bisogna smetterla di raccontare la storia sempre nello stesso modo.

Chi parte, parte per scelta.

Perché mentre qualcuno va via, c’è anche chi resta.

E c’è chi torna.

Il problema non è partire. 
Il problema è come lo raccontiamo.

Finché continueremo a dire che il Sud “non offre nulla”, continueremo ad alimentare una narrazione che ci indebolisce.

Quando impareremo a narrarci in modo diverso, forse – e dico forse – potremo davvero invertire la rotta.

Se tutti andiamo via, come pretendiamo che le cose cambino?

Quando smetteremo di pensare solo al nostro benessere individuale?

Le grandi cose, le grandi persone, le grandi nazioni sono state costruite da chi ha scelto di restare e di sacrificare qualcosa di personale per un bene più grande.

Allora, quando decidete di partire, non dite che il Sud non vi offre nulla.

Dite la verità: partite perché volete farlo.

Perché cercate di meglio.

Perché desiderate qualcosa di diverso, magari più facile, magari più veloce.

Ed è legittimo.

Ma non trasformiamo una scelta personale in una condanna collettiva.

Il Sud è una terra fertile.
Fertile per chi saprà comprenderla, lavorarla, investirci energie e responsabilità.

Troppo spesso pretendiamo: dal politico, dal datore di lavoro, dal vicino di casa, dai servizi.
Ma raramente siamo disposti a essere i primi a cambiare, a creare, a costruire.

Io sono napoletana, mi sono trasferita in Calabria, da anni ormai, non per mancanza di opportunità.

In Calabria come a Napoli le opportunità non mi sono mai mancate.

Oggi, alla mia età, dopo essere stata mamma a tempo pieno, sto avviando la mia libera professione di Counsel Coach.


Non per necessità.

Per scelta.


E con piena consapevolezza.

A volte pretendiamo di ottenere qualcosa che semplicemente non esiste. 

Ma invece di lamentarci, perché non iniziare a crearlo?

Cosa ne pensi? ⬇️

#sud #grata #terrafertile

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